venerdì 30 agosto 2013

Il ragù alla bolognese

Un sugo , un mito ...

Quante volte l' abbiamo sentito nominare , letto sui menù dei ristoranti , assaggiato da amici , preparato dalla mamma , il ragù alla Bolognese è forse il condimento per la pasta più usato , conosciuto e apprezzato nel mondo
Sono Bolognese e il ragù fa parte della nostra quotidianetà , il ricordo del suo profumo che si diffonde per tutta la casa è un' abitudine , ma come si cucina veramente , quale è la ricetta e il sapore originale che non è cambiato nei secoli
Nei miei viaggi tutti conoscevano e facevano " la salsa bolognese " ma era comunque un adattamento , un circa , dentro ho visto metterci di tutto , dal basilico al coriandolo , dalla cipolla e aglio in quantità industriali al bacon ,
non c'è da meravigliarsi rifacevano solo quello che gli avevano insegnato e purtoppo , male .
Ho cominciato a insegnare la cucina bolognese proprio per questo , mi dispiaceva tantissimo vedere che ai turisti , entusiasti della tagliatella con il ragù del ristorante all'angolo rimanesse impresso nella memoria un sapore che non aveva niente a che vedere con il ragù alla bolognese come deve essere fatto veramente , quindi gli facevo vedere e gustare quello casalingo . Ecco lo stupore nel sapere che gli ingredienti sono pochissimi ma di alta qualità e il vero segreto sta nella indispensabile lunga cottura
Altri piatti straordinari sono nati a Bologna e il talento dei famosi chef  Zurla del Ristorante  "Il Pappagallo " negli anni sessanta è stato fondamentale per far conoscere questa cucina in tutto il mondo , l' amore per il proprio lavoro e per Bologna ha lasciato un segno che ancora oggi regala fama e gloria a questa città bellissima

La ricetta di seguito è per 10 persone perchè il ragù alla bolognese come ho già detto , ha bisogno di una lunga cottura quindi possiamo farne di più e conservarlo in frigorifero fino a una settimana . Una precisazione và fatta , alcune persone potranno dire che 3/4 ore di cotture sono poche , è vero le nostre nonne aspettavano anche tutta la giornata che la salsa prendesse la giusta consistenza , ma siccome la cucina è tradizione ma anche innovazione , adesso non abbiamo più bisogno di questo perchè la carne che usiamo oggi non proviene da animali liberi o che lavoravano nelle campagne e quindi non ha una  dura consistenza  , è una carne già morbida , non ha bisogno di 1 giorno di cottura per diventarlo , il tempo descritto nella ricetta sarà sufficiente


                                    RAGU' ALLA BOLOGNESE

ingredienti per 10 persone

  • 1 cipolla media
  • 1 carota media 
  • 1 costa di sedano 
  • 200 gr di pancetta di maiale fresca macinata
  • 200 gr di polpa di maiale macinato
  • 200 gr di polpa di manzo macinato
  • 1 litro di passata di pomodoro
  • 3/4 cucchiai di olio di oliva extra vergine
Tritare finemente sedano carota e cipolla
Lasciarli soffriggere nell' olio per 5 minuti a fiamma vivace
Aggiungere per prima la pancetta , sgranarla bene usando un cucchiaio di legno e una volta rosolata aggiungere la polpa di maiale , stessa cosa , sgranarla e rosolarla bene , in fine la polpa di manzo
Una volta che le carni sono rosolate sempre a fiamma vivace aggiungere la passata di pomodoro , abbassare la fiamma al minimo mettere un coperchio e lasciare sobbollie per 3/4 ore , controllando la cottura , mescolando di tanto in tanto  fino a quando non si è ristretta di circa la metà del suo volume
Se volete stare sul sicuro per non bruciare tutto , ci sono delle piastre di ghisa da posizionare tra il tegame e il fuoco . 
Solo quasi alla fine della cottura aggiungiamo un cucchiaio raso di sale grosso

La pasta più adatta e anche la più classica da abbinare al ragù è la Tagliatella tirata a mano come da tradizione , ma è un condimento così gustoso che renderà onore a qualunque formato di pasta fresca o secca

mercoledì 28 agosto 2013

Escursione nell' Oceano

L' Oceano Atlantico

Nessuno ti può preparare alle avventure , le senti raccontare , le vedi in tv , ti immagini come possano essere ma niente è minimamente paragonabile a quando le vivi .
In questo caso non ci è capitata per caso , la siamo proprio andata a cercare e devo dere che ne è proprio valsa la pena . Nella punta più a ovest della Bretagna, c'è un piccolo villaggio tra l' altro molto carino , Le Conquet .
Dal porto partono queste escursioni organizzate nel mare d'Iroise , un tratto dell' Oceano Atlantico a circa 30 km dalla costa . A bordo di un gommone semirigido per 12 persone più i piloti affiacati dalle guide e una potenza data da 2 motori fuoribordo da 300 cavalli ogniuno , si parte per l' avventura e se la fortuna non manca è possibile l' avvistamento di foche e delfini




Questo tratto di mare è uno dei più pericolosi alla navigazione per via degli scogli sommersi e delle fortissime correnti che si formano dall' incontro dell' Oceano con La Manica , numerosi velieri all' epoca hanno fatto naufragio in questa zona .
Avevamo prenotato l' uscita per le 9 di mattina , ma una volta sul posto il tempo non prometteva nulla di buono , nuvoloni grigi e una nebbia che riduceva al minimo la visibilità in mare, le previsioni promettevano un miglioramento , ma nel pomeriggio , quindi tutto rimandato alle ore 16 , incrociamo le dita .
La lunga attesa durata tutta la giornata è stata ampiamente ricompensata , l'escursione è durata 4 ore e mezza invece delle 2 standard con sosta fuori programma sull' isola di Molene .
Sullo sfondo di un tramonto meraviglioso e un mare calmo si è avvistato di tutto , cormorani e uccelli di ogni tipo , le timide foche stese al sole e per finire in bellezza i delfini , ragazzi che spettacolo della natura !!!
I delfini non si sono avvicinati troppo perchè avevano dei cuccioli , ma hanno mandato 3 giovani esemplari a distrarci mentre il branco prendeva un' altra direzione . Volavi sulle onde a tutta velocità , ma senza nessuna paura . Accompagnati da uno staff esperto e premuroso abbiamo raggiunto atolli con baie cristalline , scogli con fari resistenti alle tempeste più violente mentre  il blu dell 'acqua profonda e trasparente ti circondava a 360 gradi


lunedì 26 agosto 2013

Facciamo il formaggio

E' possibile ??


Ci sono cose che pensiamo sia impossibile fare , siamo abituati a comprarle a vederle sugli scaffali dei supermercati già pronte e non pensiamo che le nostre mani possano rifare ad esempio la pasta , il tonno sott'olio , le cipolline sott'aceto o come vi racconto in questo caso , un bel formaggino tenero , da mangiare il giorno dopo . Non parlo di quelli stagionati in grotte umide , buche misteriose  o quelli messi a riposare avvolti nelle foglie di fico o affogati nel vino Semplice è la parolina magica che può rendere possibile le cose . Ho imparato a fare il formaggio dalla mia prima maestra in cucina , no forse la seconda , la prima è sempre la mamma o la nonna .
Quando ho cominciato a pensare di fare della mia passione una professione , ho voluto delle basi solide su cui potere costruire un futuro . Alessandera Spisni allora non era conosciuta come adesso che è in televisione , ma era comunque da lei che a Bologna potevi imparare seriamente a fare la pasta fatta a a mano e di seguito l'ABC della cucina pratica , non ho fatto istituti alberghieri o scuole professionali ma ho imparato sul campo e con la pratica al primo posto .
 Gli errori sono stati tanti ma l' importante è non ammetterli mai anche se capivo che qualcosa non andava e sapevo benissimo che la prossima volta non avrei ripetuto lo sbaglio , era sempre tutto perfetto e se ne sei veramente convinta anche gli altri ti seguono dopo le prime incertezze
Fare il formaggio era una delle tante cose che Alessandra faceva normalmente nella sua cucina e copiarne i gesti non è stato difficile , un poco più difficile può essere trovare il " CAGLIO " che è quel liquido o quella polvere ora riprodotta chimicamente , che  serve a "cagliare il latte" si dice , cioè lo fa solidificare , lo trasforma con i suoi enzimi fino a diventare formaggio o yogurt , il processo e gli ingredienti sono sempre gli stessi , ma allora che cosa è che fa la differenza tra pecorino romano e Parmigiano reggiano . Il latte prima di tutto , da dove proviene, di quale animale , è scremato o è intero è bollito o è crudo , la quantità di sale e in fine la lavorazione e la stagionatura , affinano il tutto fino a magnifici risultati come per esempio il Gorgonzola
Ma ritorniamo a noi , non aspiriamo a questi livelli ma solo al primo scalino , per cui procuratevi del latte intero di ottima qualità , cercate il caglio , generalmente si trova in farmacia . Sull'etichetta possiamo leggere  la capacita' di coagulazione, cioè 1 ml di caglio quanto latte riesce a coagulare a 37/38 gradi.
Un termometro che non è indispensabile , possiamo molto empiricamente infilare un dito nel latte per vedere se è a temperatura corporea
Occorre poi una o piu' grosse pentole da ripulire immediatamente dopo averle utilizzate per evitare che gli acidi lattici rovinino il fondo e le pareti delle stesse.
Altra cosa di cui dovremmo dotarci sara' un qualcosa per rompere la cagliata: in questa ricetta io uso la frusta per sbattere uova o creme.
Infine un cesto di vimini o un telaio di legno sarebbe l'ideale per appoggiare la formaggetta il giorno dopo in modo che possa "respirare"

Occorrente:
- una grossa pentola di acciaio inox con coperchio
- una fascella con i buchi da 500 o 600 gr (nei consorzi agrari, nei caseifici o regalata dal proprio negoziante)
- un termometro per il latte (nei consorzi agrari, ma va bene anche uno generico per alimenti acquistato nei grossi supermercati )
- un setaccio o colino a trama stretta
- una frusta (tipo quella per sbattere le uova)
- un recipiente in plastica o in vetro

Ingredienti:
- 5 lt di latte intero
- caglio liquido (nei consorzi agrari o in alcune farmacie)
- 50 gr di sale
- 1 vasetto di yogurt naturale (bianco)
- a piacere si può aromatizzare con , grani di pepe nero o erba cipollina

Procedimento:
- Mettiamo 5 litri di latte a temperatura ambiente in una grossa pentola, aggiungiamo il vasetto di yogurt naturale (yogurt bianco)  mescoliamo bene e poi lasciamo così per un'ora;
- A questo punto mettiamo il latte sul fuoco dolce e portiamolo a 38 gradi, verificando ovviamente con il termometro; attenzione a non superarli compromettereste il risultato
- Una volta raggiunta la temperatura, spegniamo il fuoco ed aggiungiamo il caglio liquido: sull'etichetta c'è scritto quanti ml dobbiamo mettere per ogni litro di latte;

in tale ricetta uso semplicemente un cucchiaino ma sarebbe opportuno utilizzare una siringa in modo da misurare in modo preciso i ml di caglio da aggiungere;

- Ora mescoliamo decisamente e con forza tutto il latte in modo da integrare perfettamente il caglio;
mettiamo il coperchio sulla pentola avvolgiamo la pentola con un telo e lasciamola in un luogo riparato;
a questo punto non dovremmo assolutamente muovere la pentola per circa 60 minuti, in modo che si formi la cagliata;
trascorso il tempo vedremo che il latte è diventato tipo budino ossia si è formata la cagliata;
ed ora il nostro compito sarà quello di romperla in un certo modo per far separare la cagliata dal siero di latte , passiamo dolcemente la frusta nella cagliata e rompiamola a pezzetti grandi come un fagiolo e aggiungiamo a piacere qualche aroma come il pepe o un' erba aromatica
Con una schiumarola prendiamo la cagliata rotta e mettiamola nella fustella che è bucata e quindi farà uscire il siero in eccesso , pressiamo con delicatezza usando  la mano , fino a riempire , lasciamo colare e mettiamo il tutto in frigo per 1 notte
La mattina dopo il formaggio si sarà asciugato e compattato , non resta che rovesciarlo e tagliarlo . Si conserverà in frigo massimo 2/3 giorni




sabato 24 agosto 2013

La pesca a piedi


Una nuova abitudine
In Bretagna ho scoperto un nuovo modo di pescare anche senza uscire in mare con un battello , ma rimanendo con i piedi ben piantati  sulla spiaggia . In questa settimana abbinate alla luna piena ci sono la grandi maree che scoprono la costa più del normale  , fa impressione vedere il mare arretrare anche di 300 metri e dopo sei ore ritornare alla velocità di un cavallo al galoppo , è proprio in queste spiagge rocciose che di solito sono coperte dal mare dove grandi e bambini vanno per pescare a piedi , armati di retino , cestino , rastrello, sale e tanta pazienza


Non è facile dipende dal posto e molto dall' esperienza , perchè riconoscere nella sabbia tra gli scogli il piccolo buco rotondo da dove respira la vongola o la fessura allungata del cannolicchio vi garantisco  è tutt'altro che una passeggiata , ma dopo alcuni tentativi andati a vuoto ci si abitua e quando si trovano le vongole , i cannolicchi , i granchi per la zuppa, le lumachine di mare , piccoli gamberetti grigi , le ostriche o altri tipi di conchiglie il divertimento è garantito e in seguito anche il pranzo

La pesca a piedi deve comunque seguire delle regole ed essere responsabile,  informati degli orari delle maree in modo da non trovarsi impreparati se l'acqua comincia a salire di livello , rimettere le rocce che si sono rivoltate alla ricerca di granchi e lumachine , nella loro posizione naturale , rispettare le misure minime di grandezza , per esempio le vongole devono essere 4 cm , pescare sottomisura vorrebbe dire limitare la riproduzione , consumare le conchiglie non oltre le 24 ore e in fine guardare le notizie sul giornale per conoscere le zone in cui la pesca è interdetta per inquinamento o atri motivi . Altro che passatempo questa è una cosa seria !!!

Comunque grandi e bambini si danno molto da fare al di la del risultato ottenuto , c'è molto fermento e ogni cosa è una scoperta , come i vari metodi di pesca , ad esempio per il cannolicchio basta mettere un po di sale fino nella fessura e per magia , credendo che arrivi l'acqua del mare , escono da soli e se non sei veloce a prenderli una volta insabbiati non li vedi più .....






giovedì 22 agosto 2013

Le pesche sciroppate


Frutta in vaso

Abbiamo un' alta possibilità di conservare i sapori dell' estate ,  facendo la frutta sciroppata , in questo caso vi parlo delle pesche ma possiamo usare qualunque tipo di frutta , prugne , pere , deve solo non essere matura e morbida altrimenti quando la utilizziamo sarà troppo morbida e si sfalderà senza mantenere la forma
Le pesche si prestano molto a questo utilizzo , ma esiste una particolare qualità proprio  adesso alla fine della stagione estiva abbiamo le pesche Percoche , una varietà che serve proprio per fare le pesche sciroppate , sono di fibra più consistente e nonostante l' ammollo nello sciroppo mantengono la loro croccantezza e il loro  profumo . Ci sono alcune cose da sapere prima di apprestarsi a fare la frutta sciroppata

1 . Utilizzate vasetti di vetro di una grandezza media perchè senza conservanti una volta aperti , possono rimanere massimo 2 giorni in frigorifero e mi raccomando sterilizzateli prima di usarli . Un modo veloce di sterilizzare è il forno Sistemate tutti i vasetti lavati e asciugati sulla placca del forno , accendete a 120 gradi e manteneteli all' interno per 15 minuti , poi aprite lo sportello e lasciateli raffeddare prima di utilizzarli.
2 . Lavorate in un piano di  cucina ben pulito e con attrezzi prima bolliti per 10 minuti in acqua
3 . Lavate bene la frutta da utilizzare
4 . Non esitate a fare il Bagno Maria dopo la chiusura del vasetto , vi consente una lunga conservazione e vi evita molti problemi , nella ricetta vi spiegherò come fare

Le pesche sciroppate possono essere gustate da sole con il proprio sciroppo o utilizzate per fare dolci e decorazioni , a colazione in inverno forniscono una buona quantità di zuccheri naturali per affrontare la giornata



ricetta per 4 vasetti da 500 gr

3 kg di pesche Percoche
2 litri di acqua
1 kg di zucchero

4 vasetti di vetro da mezzo litro con tappo a chisura ermetica

  1. Lavare bene le pesche e disinfettare i vasetti nel forno
  2. Preparare lo sciroppo facendo bollire l'acqua , poi aggiungere lo zucchero e mescolare per farlo sciogliere bene , mentre aspettate che si intiepidisca ,
  3. pelare la frutta e tagliarla a spicchi
  4. Riempire i vasetti avendo cura di non lasciare spazi vuoti e fermarsi circa a 3 cm dall' imboccatura
  5. Riempire il vasetto con lo sciroppo tiepido fino a coprire appena la frutta
  6. Chiudere bene stretto il tappo ermetico e sistemare i vasetti in una pentola capiente , utilizziamo gli strofinacci da cucina per evitare che si tocchino
  7. Riempiamo la pentola di acqua tiepida fino al collo dei vasi , mettiamo il coperchio e accendiamo portando a bollitura con una fiamma media
  8. Da quando inizia a bollire aspettiamo 20 minuti e spegniamo la fiamma , senza aprire la pentola aspettiamo di prendere i vasetti una volta che tutto si sarà raffreddato , ed ecco il bagno Maria che fa uscire l' aria  dai vasetti e ci permette di tenere anche 2 anni le pesche sciroppate in dispensa


martedì 20 agosto 2013

Gelatina di Lamponi

I frutti dell' estate


La maggior parte delle qualità di  frutta la troviamo in estate è questa la stagione del sole che regala la dolcezza e il profumo alla frutta maturata sulle piante ed è sempre per questo che è molto meglio comprare frutta di stagione , le fragole a Natale non sono consigliate , non perchè mancano di bontà ma perchè vengono imbottite di conservanti per far si che affrontino un lungo viaggio prima di arrivare sulla nostra tavola intatte
Mi è capitato di incontrare persone che non avevano la minima idea della stagionalità , ma come è possibile ho pensato ! Non è un risultato difficile da ottenere , chi ha sempre visto nei supermercati , tutti i tipi di frutta sempre a disposizione e non ha nessun contatto con la campagna , ecco che pensa che ogni giorno si può avere tutto basta scegliere .
Ho avuto la fortuna di nascere e crescere  in campagna e solo adesso capisco che è veramente una grande fortuna , il contatto con la terra ti imprime insegnamenti nell' anima  che sono indelebili
In Bretagna la compagna è veramente rigogliosa , infinite foreste lasciano posto a campi di grano color oro e i meleti hanno qualità di mele particolari da cui  si ricava  il sidro
Nei boschi e di conseguenza ai mercati i lamponi non mancano ma questa ricetta si può benissimo fare  con un altro tipo di  frutta che avete a disposizione
La gelatina è diversa da una confettura , come dice il nome è un gel facilmente spalmabile e in genere si fa per la frutta ricca di semi , come le more , i lamponi e il ribes , ma anche con le pesche,  le mele , e le albicocche otteniamo ottimi gusti , è una consistenza diversa un colore forte ma quasi trasparente . I lamponi sono frutti molto delicati e facilmente deperibili , quindi ricavarne una gelatina color rubino da conservare per l' inverno è come catturare un poco d' estate e chiuderlo in un vasetto


ricetta  per 700 gr di lamponi

    1.    Pulisci bene i lamponi, avendo cura di scartare quelli guasti.
    2.    Mettili a cuocere in una pentola con il fondo spesso e dopo 5 minuti di bollitura Strizzali in un canovaccio pulito per ricavarne il succo (attenzione: il canovaccio si macchia, non usare il più bello che hai) oppure puoi metterli a colare in un colino dalle maglie fitte  per tutta la notte

Pesa il succo ottenuto e mettilo in una pentola

Aggiungi lo stesso peso di zucchero.

Cuoci a fuoco medio finché lo zucchero si é completamente sciolto.
    3.    Aggiungi ora 100 grammi di succo di mele per ogni 500 gr di succo di lamponi e continua la cottura fino ad ottenere la densità voluta. Normalmente si fa la prova piattino versando qualche goccia e se inclinando il piatto cola molto lentamente o meglio per non si muove per niente , la gelatina è pronta
    4       Versa la gelatina ancora calda in vasetti di vetro ben puliti e chiudi bene.
Ti consiglio di sterilizzarli col classico sistema della bollitura a bagno maria in modo da conservarli più a lungo e senza rischi per la salute (botulino o altro).
    5.    Infine, tieni conto di questi due consigli:
se vuoi che la tua gelatina sia limpida devi filtrare con una garza il succo prima di utilizzarlo 
se vuoi che la tua gelatina sia più densa, aggiungi succo di mele o di ribes o di limone


lunedì 19 agosto 2013

Locronan

Il villaggio senza tempo

Penserete di essere tornati indietro di molte centinaia di anni , se non fosse per il suono del vostro cellulare che vi riporta rapidamente nel 2013 . Locronan fa questo effetto a chi lo vede per la prima volta e a dire la verità a me lo ha fatto anche la seconda . Un piccolo villaggio dalle case in granito che rivelano tutti i loro anni , ma certamente si sono prese gioco del tempo che passa perchè dall' epoca della loro costruzione , il tempo non le ha minimamente scalfite , certo qualche modernizzazione si rende indispensabile nel paesaggio , le centinaia di turisti , i cartelli di divieto di sosta o le autovetture parcheggiate sul retro, ma se non ci facciamo  troppo caso penso che l' atmosfera del 1500 non sia cambiata , è quella che trasuda dagli edifici e mentre vi avvolge , tutto prende un altra consistenza


 Il nome  Locronan/Lokorn significa letteralmente "luogo di Ronan", con riferimento a San Ronano di Quimper, un monaco irlandese vissuto nel VI secolo e che dimorò nella foresta situata nei dintorni della città e a cui si attribuisce la sua fondazione
Si trova nel Finistere , il dipartimento più a ovest della Bretagna , è nelle terre come dicono qui , cioè non sul mare ma nell' interno e ci si arriva con dolci strade che attraversano colline e foreste
Nel centro del paese alcuni edifici cinquecenteschi e seicenteschi si raggruppano attorno alla deliziosa piazzetta , su cui si affaccia anche una chiesa gotica del XV secolo. All'interno dell'edificio si può ammirare una suggestiva Pietà, interamente scolpita in pietra (XVI secolo).
A Locronan vivono circa 800 persone ma è attraversato annualmente da migliaia di turisti ed è uno dei più bei villaggi di Francia , secondo classificato in un programma televisivo in cui i francesi hanno votato i villaggi più suggestivi della Francia e set cinematografico di numerosi film . Ci sono tanti bei negozietti e verso mezzogiorno una sosta alla Boulangerie centrale sulla piazza è d' obbligo
 In Francia  se hai fame e non vuoi andare al ristorante le panetterie e i piccoli supermercati fanno " la formula " cioè un menù che comprende una mezza baguette farcita con insalata pomodori uova e tonno (ci sono anche altri gusti ) una bibita a scelta e un dolce dal banco pasticceria sempre a scelta , il tutto per 5 massimo 6 euro
Molto comoda questa cosa ti danno il tuo bel pacchettino e non ti resta che scegliere un posto tranquillo con una bella vista dove pranzare . Come dolce io ultimamente scelgo sempre il Kouign Amann dolce tipico bretone , nome illeggibile ma di una bontà unica e nella mia classifica personale quello di Locronan è al primo posto in assoluto , così burroso e dolce , poi un giorno vi spiegherò meglio che cos'è

Se volete più informazioni su Locronan visitate questo sito e immaginate
http://www.bretagna-vacanze.com/cosa-scoprire/luoghi-tipici/locronan





mercoledì 14 agosto 2013

Torta senza forno



Continuiamo con le cose spettacolari , un dolce per fasteggiare il 15 agosto e per fare un figurone con i vostri invitati o poter dire "il dolce lo porto io " se siete voi invitati da amici o parenti
Che cosa c'è di più semplice nel fare un dolce di non preoccuparsi della cottura o della lievitazione che molte volte vanifica tutte le nostre più buone intenzioni culinarie , ecco con questa  torta molto scenografica , buona e di facile realizzazione non potete fallire
L' idea non è farina del mio sacco và detto , la ricetta è di un alto mito della cucina questa volta Americana , Martha Stewart .
Allora prima cosa sfatiamo la leggenda che gli americani mangiano solo hamburger e patatine ,  se approfondite un po , la cucina Americana è moto interessante è sia tradizionale che molto innovativa è buona è anche sana se si decide di non inondare tutto con il ketchup .
Grazie a Debbie , una cara  amica di Atlanta , ho scoperto un altro aspetto degli Stati Uniti è lei che spesso mi segnala  ricette fantastiche e all' inizio la sorpresa era tanta , ma come questa ricetta viene  dagli Stati Uniti ?? Approfondite sempre prima di giudicare qualche cosa che non conoscete , ragionate con la vostra testa non andate per sentito dire , se lo dicono tutti non è detto che sia vero anzi spesso è proprio il contrario
Ma torniamo a Martha , lei ha un bellissimo sito marthastewart.com da dove si possono trarre miliardi di  idee e non dite che non sapete l' inglese , con i mezzi che avete oggi a disposizione non ci sono confini , è una conduttrice televisiva e intrattenitrice statunitense di origini polacche, conosciuta nel mondo televisivo e dei magazine per i suoi progetti di cucina, giardinaggio, bon ton, fai-da-te, e, in generale, come guida nel lifestyle e nel ménage domestico.
È anche una donna d'affari di successo e un'icona americana. Nel 2002 la sua carriera è stata scossa da uno scandalo riguardante la sua vendita di azioni di una casa farmaceutica, alcuni giorni prima che la licenza per un nuovo farmaco fosse negata. Alla fine è stata accusata di aver mentito agli investigatori e condannata al carcere nel 2004. È stata rilasciata il 4 marzo 2005. I suoi attuali progetti riguardano due nuove serie televisive


Comunque andando oltre la vita privata a noi interessa la ricetta , vi faccio subito vedere di cosa parlo

non è bellissima , lei ha proposto questa torta per il giorno dell' Indipendenza , perchè nei colori rispecchiano la bandiera degli Stati Uniti , ma voi potete anche cambiare il tipo di frutta utilizzato e il risultato non cambierà è un dolce buonissimo e leggero quindi abbondate nelle porzioni io nella mia realizzazione per esempio ho invertito i frutti utilizzando fragole e more

Buon Ferragosto



    TORTA SENZA FORNO
ingredienti

  •    500 gr di  fragole   ( si può sostituire con altri tipi di frutta )
  •    150 gr di  zucchero  a velo
  •    il succo di 1 arancia grande fresca
  •    250 gr mascarpone
  •    250 gr di  panna montata fredda
  •    3 gr di  estratto di vaniglia
  •    Sale fino un pizzico
  •    20-24 biscotti savoiardi
  •    200 gr di mirtilli  , per la finitura top
uno stampo a cerniera di 23 cm circa

1       In una ciotola media, unire le fragole con il  succo d'arancia e 50 gr di   zucchero
Con la parte posteriore di una forchetta, schiacciate delicatamente in modo che  fuoriesca il loro succo e lasciate riposare 10 minuti
Nel frattempo, in una grande ciotola, mescolare insieme il mascarpone 100 gr con di zucchero utilizzando una frusta  ,  fino a che il composto diventa  liscio e omogeneo , unire la panna montata e un pizzico di sale , attenzione a non smontare il composto

  2     Tagliare  due striscie di carta forno  più alte di 15 cm del lato della teglia e foderare il bordo dello stampo a cerniera
 3      Fare un fondo con la metà dei savoiardi spezzati in due
 4      Aggiungere un secondo strato utilizzando metà del composto di fragole e succo
 5      Con  una piccola spatola di gomma,molto delicatamente  fare un terzo strato con   la metà della crema di mascarpone e panna . Toccare delicatamente  per eliminare le bolle d'aria.
6       Ripetere con i savoiardi rimanenti, ancora le fragole e ancora la crema  montata.
7       Il Top è fatto con mirtilli non schiacciati
         Conservare in frigorifero fino a quando la crema di mascarpone si è solidificata  e i  biscotti si saranno ammorbiditi , circa 3 ore
 Per servire, aprire lo stampo lasciare il fondo  e staccare la carta  dai bordi





lunedì 12 agosto 2013

Il mare protagonista

FONDUTA DI FRUTTI DI MARE

Eccoci , riprendiamo le attività e vorrei farlo con un piatto eccezionale , la fondue de fruits de mer  .
In questi giorni abbiamo visitato il Finistere , una parte della Bretagna a ovest e il mare è stato veramente protagonista in tutte le sue forme . Acque cristalline con spiagge infinite , scogliere impervie e nebbiose , altissime falese con un panorami mozzafiato , onde enormi  blu cobalto di un oceano pieno di vita e di una bellezza indimenticabile , questa è solo una parte di Bretagna da scoprire in tutte le sue ricchezze e il pesce è una di queste , specialmente i crostacei a cui è sempre riservato il posto d' onore sulla tavola .
La fonduta di mare è una saporita ricetta di pesce adatta ad una cena o pranzo con amici , infatti i commensali cuoceranno i pezzetti di pesce a tavola tuffandoli in vino bianco bollente e aromatizzato o come ho assaggiato io in olio di arachidi bollente , quindi serve l' apposita pentolina , si proprio quella che vi hanno regalato e che non ha mai visto la luce del sole , altrimenti si può comprare senza svenarsi , per esempio ne ho vista  una bellissima su e-bay per 20 euro
Serve o almeno sarebbe meglio del tipo elettico non con il fornellino , così la temperatura rimane costante
Per questa ricetta utilizzate pesci dalla polpa consistente come la rana pescatrice, o coda di rospo, le capesante e i gamberi, seppie e calamari , salmone. Potete poi sbizzarrirvi sulle salse per accompagnare i pesci, la maionese va benissimo, ma anche tutte le sue varianti ottenute aromatizzandola con erbe e spezie.
 Somiglia un po' alla Fondue chinoise francese, dove carni diverse vengono lessate in brodo, diversamente dalla Fondue bourguignonne dove carne a cubetti viene cotta in olio bollente

Preparate il pesce: tagliate a cubi di media grandezza di circa 3 cm il salmone, il branzino, l’orata e i calamari con la seppia . Attenzione tutto deve essere controllato e senza lisce , aggiungete gamberi e gamberoni , certo che queste sono indicazioni , ma potete mettere il pesce che più vi piace
Preparate la tavola con la pentola per la fondue e fate riscaldare bene l' olio , deve essere facilmente raggiungibile da ogni commensale , aggiugete varie ciottole con farina e un misto di erbe aromatiche secche dove verrà passato il pesce prima di friggerlo,  davanti a ogni piatto ci sarà anche un altro piattino con una fetta di pane tostato dove verrà appoggiato lo spiedino con il pesce cotto , in modo che il pane assorba l' olio in eccesso
La cottura non deve superare i 30 secondi all' inizio per poi scendere a 10 quando l' olio è molto bollente


Naturalmente la freschezza del pesce è indispensabile quindi controllate molto bene ciò che comprate e non usate pesce congelato , l' acqua che contiene farebbe schizzare l' oio bollente


Questo piatto racchiude tutta l'essenza ,il profumo e il gusto del mare vale la pena farlo o se venite in Bretagna assaggiarlo al ristorante sarà molto facile , non importa aspettare un occasione speciale , festeggiate voi stessi e sarà indimenticabile

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